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Frank Zappa: "What's the ugliest part of your body"

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venerdì, 27 aprile 2007

 Milo Manara ripercorre la storia dell'umanità sulle tracce della sua "ragazza".
Un lavoro, erotico-morale splendido.
  
(Poi dice che uno sogna un altro pianeta)

posted by: Alderaban at 18:24 | link | commenti (12)
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giovedì, 26 aprile 2007

Another planet, another girl...

Sembra che sia stato scoperto  un nuovo pianeta abitabile, ha dimensioni e temperature simili alla nostra Terra e dista "appena" 20 anni luce  e orbita attorno alla stella Gliece 581, una nana rossa nella costellazione della Bilancia.
Che sia una casa per ricominciare  una nuova vita...magari con
Lei?  

A proposito la seducente signorina sembra vada in giro con la pretesa di spacciarsi per il Numero Sei. (Trisha Helfer è protagonista nel serial tv Battle Star Galactica)
Rassicuro: non ho cambiato sesso.
Mia Cara  lo sai che ti darei proprio tutto di me...
 ma almeno lasciami le  generalità.
  

posted by: Alderaban at 20:32 | link | commenti (3)
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venerdì, 20 aprile 2007

 veltroni ds congresso ansa 220         «Sono di sinistra se, di fronte alla solitudine di un'anziana malata, mi accorgo che anche la mia vita perde qualcosa; sono di sinistra se le rinunce di una famiglia di quattro persone rendono la mia più povera; sono di sinistra se vedo un bambino che muore di fame, e in quel momento è mio figlio, mio fratello piccolo». 
... perché essere di sinistra «non è appartenere ad un partito di quell'area, ma quello per cui mi batto. Ciò per cui mi batto mi descrive più di ogni altra cosa».

Prove libere per le elezioni politiche (anticipate) del 2009:
Walter Veltroni  domina gli avversari e stacca il miglior tempo sul giro... ehm... si candida autorevolmente alla Presidenza del Consiglio
   

Certo che riscalda il cuore ascoltare un discorso come quello pronunciato da Veltroni al Congresso del Pds. Nella fredda stagione politica che attraversiamo, un leader che vola alto come il sindaco di Roma è un segnale positivo per i tanti che ancora si impegnano in politica. Standing ovation dei delegati pienamente meritata.
Dato a Valter il giusto merito, mi chiedo se Veltroni sia rimasto l'unico politico in Italia capace di usare un linguaggio  che sappia coniugare idealismo e realismo progettuale. Temo di si, l'esempio unico di Veltroni è  un segnale di come siamo - politicamente- ridotti male. Al tempo stesso, non so quanto le sue parole siano realmente espressione delle sue convinzioni o siano più una "bella calligrafia" retorica da congresso. Del resto confesso che la "fusione fredda" del Partito Democratico finora non ha convinto molto neanche il sottoscritto che da tempo immemore...(porc#@ ! è dalla frequenza universitaria: sono già più di 20 anni) pensa a un incontro delle culture progressiste di questo Paese. Vabbè, staremo a vedere. "Adelante Pedro con juicio!"



posted by: Alderaban at 18:13 | link | commenti (19)
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giovedì, 19 aprile 2007

Music Lovers...reprise 1 

Ho già scritto come la musica ci coinvolge sul piano fisico che su quello mentale (cercate Music Lovers Vol 1, in categorie musica). Eccovi  un telegrafico post scriptum che mi permette di riprendere il discorso.
Gli ultimi studi hanno rivelato come il ritmo musicale, qualunque ritmo, sia in grado di influenzare il nostro cuore alla stregua di un benefico massaggio cardiaco. Sembra che il nostro ritmo cardiaco si adegui durante l'ascolto al ritmo della musica e da ciò ne deriverebbe quel fenomeno di benessere che attribuiamo alla musica.
La musica stimola la produzione ormonale, in particolare endorfine e ormone della crescita e contestualmente attiva il sistema limbico della gratificazione producendo, come alcuni cibi del resto, una eccitazione simile a quella sessuale.
Non solo, come già accennato (ricordate? I ragazzi intelligenti ascoltano, anche, hard e metal rock) non è necessario ascoltare una determinata musica per sviluppare le poprie facoltà mentali. In particolare era opinione diffusa (chissà da chi) che l'ascolto della musica classica, in particolare l'opera di W. A. Mozart producesse un effetto benefico sullo sviluppo delle attività cerebrali. Completamente falso. In realtà qualunque stimolo musicale piacevole rende chi ascolta temporaneamente più ricettivo sul piano intellettivo e sul lungo termine può realmente incrementare il quoziente di intelligenza dei ragazzi - senza peraltro trasformarli in geni.
E' tutto per ora. Riprendiamo presto.

posted by: Alderaban at 20:52 | link | commenti (6)
categories: musica
martedì, 17 aprile 2007

15...anni!!!!
Tanti Auguri a me
insomma ... sono qualcuno in  più,
però ne sento molti di meno! vero Vikings?.
Da-w- u- da-da-
dau -da -ri- mi- da- da

posted by: Alderaban at 23:39 | link | commenti (17)
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lunedì, 16 aprile 2007

"Perchè non vuoi più scrivere di attualità?"
Blacklace
mi ha fatto una domanda secca a cui non è facile rispondere.
Credo che sia un problema di fiducia e di speranza interiore. Io non ne ho più.
Si come ho affermato tempo fa credo che i grandi problemi a cui deve far fronte l'umanità bene o male saranno risolti e comunque non credo a un futuro così rovinoso.
Però la nostra influenza sui  "massimi sistemi" è irrisoria.  L'orizzonte di un individuo è più ristretto: al più abbraccia la sua vita quotidiana e l'ambiente prossimo in cui vive. Ed è proprio questi ultimi ambiti che non mi danno quella voglia di occuparmi di quello che succede.

Sono stufo di sognare lotte con i mulini al vento, non penso ne valga la pena e soprattutto non penso valga la pena sprecare parole, pensieri per questo Paese. Non credo cambierà mai niente in Italia. E il motivo vero è che il problema sono gli italiani. Pensare di realizzare qualcosa in Italia è da illusi. Questo è un popolo perduto, fottuto. Speriamo si estingua presto. 

Ieri, sulla Repubblica, Giuseppe D'Avanzo rispondeva a un articolo precedente di Adriano Sofri   che lamentava un orizzonte italiano sempre più incattivito colmo di odio, di inimicizia assoluta e di invidia e rancore. D'Avanzo  ha descritto - quasi uno sfogo su una realtà spesso sottaciuta -  il nostro ritratto più veritiero. Uno specchio in cui non ci guardiamo  perchè ci farebbe orrore l'immagine riflessa. Purtroppo è l'opinione che anch'io ho sempre serbato su di noi. Da almeno trent'anni, da quando seguo e studio lo sviluppo della società italiana, trovo nelle aule universitarie, nei libri, nelle iniziative di molti (pur sempre una sparuta minoranza) l'analisi che segue e la diagnosi per porvi rimedio. Eppure tutti gli sforzi sono sempre stati vani.  Inutili perchè... ma forse è meglio lasciarvi leggere qualche stralcio, mi saprete dire cosa ne pensate.
 
"L'italia è sempre stata cattiva, cattivissima, feroce. Non è vero (non mi pare vero) che "la deformazione del volto umano dell'Italia", come diceva Aldo Moro, faccia data dal maggio del 1978. Magari. La cattiveria e l'odio reciproco sono stati e sono la nostra, più vitale e antica linfa. Quasi il nostro tratto originario..."
"Ogni Paese ha le sue ...[fratture strutturali] il guaio è - dicono gli storici - che le nostre sono fitte come la tela di un ragno molto laborioso. Il Nord contro il Sud; l'Italia laica contro l'Italia clericale; l'Italia industriale versus quella agricola e via dicendo.
La divisibilità - non è una scoperta - è il nostro paradigma culturale, il canone interpretativo di lungo periodo e la rappresentazione mentale di noi stessi, a qualsiasi pagina si voglia aprire il libro della storia comune...Qualsiasi potere straniero abbia avuto voglia di mettere tenda dalle nostre parti ha potuto farlo con l'appoggio di alleati "interni". Le sole creazioni originali di istituzioni politiche partorite dal genio italico - il Comune, la Signoria ... - hanno vissuto di guerre, di tradimenti, stragi, saccheggi, incendi, "veneziani contro ravennati, veronesi e vicentini contro padovani e trevigiani, pisani e fiorentini contro lucchesi e senesi...". L'unità del Paese è stata vissuta dai piemontesi, come colonizzazione ("questa e Affrica: i beduini a riscontro di questi caffoni, sono fior di virtù civile"). La Repubblica nasce addirittura da una guerra civile e la democrazia italiana a lungo nel dopoguerra vive, e anche prospera, sempre incapace di condividere un sentimento di cittadinanza, un accettato e interiorizzato quadro di valori, sempre scissa nelle "appartenenze separate" dell'ideologie.
La fine dei "grandi conglomerati tirannici" ha aggravato le cose. L'homo democraticus - descitto da Massimo Cacciari è intollerante di ogni dipendenza, estraneo a ogni foedus, gelosissimo della propria individualità, dogmaticamente certo della bontà dei propri appetiti. ..
"Non appena i suoi diritti gli appaiono minacciati, si trasforma in massa. ... La società, i suoi valori, la sua stessa necessità, le forme politiche in cui l'hanno organizzata i partiti e l'organizzazione politica, semplicemente evapora. Non esiste più. Quali valori o collanti possono tenere insieme quel mondo di singolarità assolute?  Il cum, il "mettere qualcosa in comune" è allora l'autentica questione prioritaria di ogni progetto politico. Ricostruirlo, ripensare in modo realistico e disincantato alle forme politiche possibili dinanzi all'energia inarrestabile (e terrificante) dell'homo democraticus dovrebbe essere la sfida politica più responsabile e moderna.
Ma la politica italiana? Rimuove semplicemente il problema. Anzi, lo accentua, lo esaspera, lo enfatizza ritrovando una sua antica tradizione, la sua radice più profonda....La politica italiana è stata sempre, esclusivamente, fazione e oligarchia. Quindi esercizio di autorità; governo (e appropriazione) delle risorse pubbliche; palude di consorterie. L'avvento dell'homo democraticus, la sua aggressività ne legittima tutti i difetti, ne esalta la negatività e la violenza. Il peggio che può capitarti in Italia è farti sorprendere non protetto da un sistema di relazioni, estraneo a una forma di interessi, isolato e senza famiglia. Può capitarti come Giorgio Welby, straniero alle grandi chiese e alle consorterie e accompagnato soltanto dalla pattuglia dei radicali, di non aver diritto nemmeno a un funerale.
L'Italia non è incattivita. E' come è sempre stata. Profondamente naturale, avrebbe detto Ennio Flaiano, e gli animali assalgono il più debole, i vecchi, gli isolati, quelli che non hanno la forza per difendersi o non l'hanno mai avuta. Toccherebbe alla politica "civilizzarla", ma la nostra mediocre politica, inconsapevole anche del male che incarna e dell'arretratezza che rappresenta, è parte del problema.
Non è purtroppo la soluzione".
 
posted by: Alderaban at 11:11 | link | commenti (5)
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giovedì, 12 aprile 2007

       ... Poi si voltò verso di me, per farmi vedere com'era arrabbiata, e che quella rabbia era per me. Stava parlando tra sé, e così quello che disse ad alta voce fu solo il frammento di una conversazione molto più lunga.
          "Eravate solo dei bambini, allora!" disse.
          "Cosa?" dissi io.
          "Eravate solo dei bambini durante la guerra...Come quelli che stanno giocando di sopra!"
Annuii; era vero. All'epoca della guerra eravamo degli stupidi sbarbatelli, appena usciti dall'infanzia.
          "Ma lei non ha intenzione di scriverlo, questo, vero?"
Non era una domanda; era una accusa.
          "Io...io non so" dissi.
          "Be', lo so io" fece lei. "Fingerà che eravate degli uomini anzichè dei bambini, e poi ne tireranno fuori un film interpretato da Frank Sinatra e John Wayne o da qualcun altro di quegli affascinanti vecchi sporcaccioni che vanno pazzi per la guerra. E la guerra sembrerà qualcosa di meraviglioso, e così ne avremo tante altre. E a combatterle saranno dei bambini come quelli che ho mandato di sopra."
Allora capii. era la guerra a farle così rabbia. Non voleva che i suoi bambini o i bambini di chiunque altro si facessero ammazzare in guerra. e pensava che le guerre fossero incoraggiate dai libri e dai film. ... (da "Mattatoio N° 5")

Kurt Vonnegut 1922-2007

Neanche 24 ore e già mi sono rimangiato il proposito di non parlare d'attualità...che volete sono un manuale di coerenza! Eppoi a Vonnegut un grazie glielo dobbiamo. 

posted by: Alderaban at 19:45 | link | commenti (9)
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mercoledì, 11 aprile 2007

Indeterminazione del BLOG
 Da un articolo di Luca Castelli...apparso sul "Mucchio" di questo mese.

"C'e chi pronostica che entro una decina d'anni saranno scomparsi (Bruce Sterling: "Non è  che i blog siano solo moda passeggera. E' che ormai non sono più nenache blog. MySpace è un blog? Assolutamente no. In futuro avremo megatoni di straordinari contenuti multimediali. Ma non ci saranno più blog").
Chi ne sottolinea la natura asociale ed alienante (Douglas Copeland: "Per circa quattro anni ho tenuto quello che un tempo si chiamava diario e mi sono divertito molto. Il problema è che è accaduto qualcosa che temo sia molto comune: quando inizi a vivere la tua vita dentro a un diario diventi sempre un pò mercenario e inizia ad essere tutto un dubbio se quello che stai scrivendo sarà un buon post. Improvvisamente la tua vita diventa una faccenda warholiana, nella quale ogni momento dovrebbe essere buono da vendere. Non smetti più di scattare fotografie, registri tutto, si crea un effetto psicologico quantomeno straniante. C'è la tendenza a diventare un eremita, a rimanere seduto nella tua casa, in uno stato di perenne immobilità, mentre il tuo avatar diventa più reale di te. E' una roba fottutamente spettrale, spaventosa").
E chi li odia a tal punto il termine che li adotta sotto falso nome (la direttrice di Vogue America).

E' un periodo splendido e travagliato per i blog. Nel mondo ce ne sono ormai più di cinquanta milioni, ma nessuno capisce bene che cosa siano, perchè esistano e soprattutto dove stiano andando.

I Blog sono molte cose. Un diario dove scrivere a che ora ci si è svegliati, cosa si è mangiato a colazione e con chi si è andati a letto la sera prima. Oppure il proprio giornale personale, dove travestirsi da Lester Bangs e pubblicare recensioni musicali, librarie, cinematografiche. Per i siti dei giornali, spesso un blog non è altro che la raccolta di articoli di un determinato giornalista. E poi ci sono  le varianti multimediali, quelle che rendono l'oggetto ancora più difficile da determinare e defnire. I fotoblog...i videoblog..etc."

Luca Castelli concluderà il  suo articolo affidandosi al principio di indeterminazione  e decidendo che non si possa in alcun modo definire quale sarà il futuro dei blog, che in fondo sono solo un a faccia del poliedrico sistema di contenuti personali online.
Una conclusione a cui ci siamo affidati anche noi bloggers ogni qualvolta ci siamo interrogati sul nostro ruolo e scopo qui in rete...ma ha poi un senso mettersi a scrivere post su post? (che Copeland abbia visto giusto?).
A proposito di nuovi contenuti: qualcuno di voi è già approdato su Second Life? (avremo tutti  vite e personalità multiple in futuro?)
Per quel che mi riguarda da un pò mi sto chiedendo se continuare o meno con questa esperienza, comincio ad avvertire una certa stanchezza. C'è ancora voglia di scrivere ma mi sembrava  di fare un monologo negli ultimi tempi. Ho bisogno di parlare e di confrontarmi con le persone anche al di fuori dello schermo del computer,  ho bisogno di contatti umani reali ma mi accorgo che diventa sempre più difficile avvicinarsi. Sarà che non comprendo più le persone? 
Riguardo al blog, per un  pò seguirò il suggerimento di Castelli,  provo ad imitare Lester Bangs e mi metto a scrivere di musica e dintorni. E' una scelta che faccio più per me che per chi passerà a leggere. Realizzare un archivio di riflessioni personali attorno a un argomento. Francamente lo trovo più utile che correre dietro ai fatti del mondo e certamente più interessante che parlare delle mie grigie giornate.
 

 

posted by: Alderaban at 21:59 | link | commenti (10)
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lunedì, 02 aprile 2007

2.
"Nell'ambito della cultura popolare il mondo era americano o era provinciale..."

America, America, America!

Come credete potesse sopravvivvere un giovane suburbano se non inventandosi di essere un "mito" americano nei suoi sabati sera?
Se la quotidianità erano città e fabbriche grigie non restava che il tempo libero per costruirsi una esistenza alternativa. Il cinema e la moda dettavano le regole estetiche a cui riferirsi ma ciò che faceva muovere il mondo era il ritmo percussivo del rock and roll.

"Gli americani hanno colonizzato il nostro subconscio" Wim Wenders

Musica, musica.  Col prossimo post..torniamo un attimo indietro a cose già dette.  Portate pazienza cercheremo di non annoiare...


posted by: Alderaban at 22:14 | link | commenti (16)
categories: musica