No.
E' una costante sentirmi dire di no... Qualunque cosa faccia o abbia mai progettato nella vita non ho mai, e sottolineo mai, trovato qualcuno che mi sorridesse e mi dicesse si va bene, proviamo. Da ragazzo ne fai un dramma interiore, pensi di essere inadeguato o incapace. Da adulto ho superato la cosa, nel senso che non mi frega più niente del giudizio altrui, al limite mi spiace per quelli a cui manca slancio e voglia di vivere. Solo che ho imparato ad osservare ed ascoltare. Attorno a me tutti dicono no. O sono talmente ossessionati dalle loro inconfessabili paure di cambiare o forse che so, sono già anime morte. E a voi capita di vivere in un mondo di no?
"Morirete tutti!" Lenny Bruce
Sardegna nuragica e Atlantide. Pt 2
Colonne d'Ercole al Canale di Sicilia e l'Atlantide identificata con la Sardegna nuragica?
Le suggestive teorie di Sergio Frau sono piombate come un masso nello stagno dell'ambiente archeologico nazionale e internazionale.
La prima ipotesi ormai, salvo qualche eccezione, è stata sostanzialmente accettata dalla comunità accademica. Molte perplessità rimangono riguardo la seconda. Soprattutto non sono state, finora, riscontrate prove che attestino che la Sardegna sia stata colpita da un maremoto eccezionale (un mega-tzunami con onde alte 300 metri) come riporta il racconto di Platone circa la distruzione di Atlantide. La Sardegna fino ad oggi è sempre stata considerata una delle zone più tranquille d'Italia dal punto di vista sismologico. Proprio quest'ultima constatazione ha dato il pretesto a dipendenti e responsabili delle sovraintendenze sarde di attaccare Frau stigmatizzando il suo libro come il prodotto di un dilettante che scrive senza avere nessuna competenza scientifica.
Probabile che ad alimentare il livore di molti critici sia stato lo straordinario successo ottenuto da Frau sia con il libro che con una serie di conferenze e mostre fotografiche, realizzate con il sostegno dell'Unesco, attività che ha messo decisamente in ombra le sovraintendenze sarde ("a pensar male..."). Tra l'altro, Frau ha sviluppato e organizzato in maniera più organica nel suo libro anche intuizioni esposte da altri appassionati attirandosi il risentimento anche di questi ultimi.
Resta la sostanza: la Sardegna nuragica, a prescindere dalla questione Atlantidea, è tornata al centro dell'attenzione degli studi archeologici del Mediterraneo grazie al lavoro di Sergio Frau. Una civiltà antica estremamente evoluta, principale produttrice di metalli, in particolare di bronzo, nel Mediterraneo Antico con una agricoltura e probabilmente una marineria floride, e infine una notevole casta guerriera che contava i migliori combattenti dell'epoca. Di essa rimangono soprattutto quelle costruzioni enigmatiche i nuraghi - che ancor oggi non si sa con esattezza che funzione avessero - e la grande produzione di statuaria in bronzetti.
A fronte di un'ipotesi così innovativa in ogni caso ci si aspetta che qualcuno prenda iniziative per verificarla, o smentirla. Invece sono solo sorte polemiche preconcette. Pensate se fosse verificata la teoria di Sergio Frau quale ricaduta avrebbe per l'economia sarda. E infatti dopo 3 anni di polemiche mezzo stampa, è la politica locale che sembra aver intuito le potenzialità della cosa e qualcosa sta muovendosi. Speriamo che sia giunta l'ora per l'avvio di una ricerca.
Intanto, a parte lo scontro tra Frau e i suoi detrattori e i consensi ricevuti da qust'ultimo sia nell'isola che a livello nazionale e internazionale; in questo periodo sono da registrare due eventi.
Il primo è la ri-scoperta dei frammenti di statue dei Monte Prama, di cui ho parlato in precedenza. Che (sperando siano presto disponibili al pubblico) mette in luce l'esistenza di una statutaria monumentale nuragica oltre a quella tradizionalmente conosciuta dei bronzetti.
La seconda notizia è uno studio scientifico (CNR, se non erro) che attesta l'estrema attività geologica del Tirreno meridionale, il cui fondo marino crescerebbe ogni anno fino a 4-6 cm..max. Una attività che può giustificare l'ipotesi di maremoti eccezionali causati da frane sottomarine.
In attesa di novità, vi lascio un link per approfondire.
www.colonned'ercole.it è il sito dedicato da Frau a tutto il suo lavoro, è riportata anche l'intera polemica con le sovraintendenze. Consiglio di darci un'occhiata perchè tutta la presentazione del libro è affascinante e vi appassionerà di sicuro.
www.it.groups.yahoo.com/group/oricalco è il forum nato per discutere attorno al libro di Frau. E' attualmente in una fase di stanca ma nella pagina dei documenti troverete più di una cosa interessante. Anche in rete i riferimeti a tutta la vicenda sono parecchi. Cliccate su google e vederete.
http://www.teleindipendentzia.net/bideus/downloads/atlantikà.zip qui troverete una intervista a Frau fatta di recente.

Fonzie Vs Apicella?
Antefatto.
La famosa sera a San Giovanni in cui Nanni Moretti "processò" la classe dirigente della sinistra, il regista apostrofò i presenti politici anche con una frase al vetriolo:
"Che ti puoi aspettare da chi è cresciuto guardando Happy Days?"
Di passaggio in Italia, Harry Winkler, l'attore che impersonava Fonzie nella serie tv, ha chiarito che:
"Alle convention di Happy Days si manifestava contro la segregazione degli afroamenricani e a favore dei portatori di handicap. Ho sempre appoggiato Bill Clinton e ora sostengo Hillary. Sono un uomo di pace, amo il mio paese ma non la politica di Bush".
E così si scopre un Fonzie impegnato e pure di sinistra!
Oggi.
Da tutto ciò un articolo - praticamente un editoriale - di Michele Serra che ha tentato di ricomporre il dramma culturale di milioni di italiani affermando che lui tra Fonzie e Moretti si tiene entrambi e che bisogna amare il meglio dell'alto e il meglio del basso...intesi come cultura.
Premetto che non condivido affatto l'assunto snobistico di Michele Serra, della cultura intesa come alta e bassa: di cultura c'è n'è una e basta. E sia Moretti che Happy Days fanno parte della stessa cultura di massa contemporanea. Malgrado Nanni, penso, non sia molto d'accordo.
Paradossalmente tra le due cose, il cinema di Moretti e la serie tv, i punti di contatto sono maggiori di quel che si possa pensare.
Happy Days - per gli incolti: serie tv derivata con gli stessi attori, con l'aggiunta del personaggio cazzaro di Fonzie, dallo splendido film di George Lucas "American Graffiti" - è la quintessenza di ciò che avremmo voluto che l'America fosse rimasta, o diventata. Una innocenza che magari non è mai esistita nella realtà ma solo nella nostra immaginazione. Come i Peanuts, C. Schultz in pratica disegnava la stessa Happy Days, la nostra e sua, America ideale.
Nanni Moretti invece con il suo cinema descrive da ormai trent'anni quello che avremmo voluto che il PCI e l'intera sinistra italiana fosse stato e in realtà non è mai stato. Il dramma esistenziale del suo Apicella è proprio riconoscere la fine della speranza politica e cercare in maniera spasmodica e quasi patetica di salvarla.
America e comunismo: due fallimenti reali che continuano a pensarsi come mondi ideali.
Luogo:
Bari Palese...aeroporto militare...base logistica
Tempo:
Poco dopo Telefono Giallo.
Scena:
Sala servizio tlc.
Maresciallo - Ma chi è chillù strunz' che ha telefonato?
Aviere - E ke kazz..ne sò marescià...
M. - Certo che può aver chiamato da Martina.
A. - Eccert..ke sì..forse.
M. - Oppure da quà ..
A. - Eh, naaa nun ce credo..e poi chi?
M. - Qualche strunze...che cià il nos.
A. - Eh..si mò..il Capitano...ma tu lo vedi quel fascistone teste e kazz...telefonà... Nooo il Maggiore!!! ...Macchèèè.. non hanno chiamato da qui.
M. - Mica per forza un ufficiale...tu ce l'hai il Nos.. per esempio, no?
A. - Ahò, maresciàà...Ioooooo?...seee mica sò così coglione!
M. - Vabbuò...lasciamo perdere...avranno chiamato da Brindisi. Ma tu che ci ragioni..c'hai capito qualcose?
A. - 'Na bomba...no, proprio no. Quello l'ha capito pure il giudice.
M. - Iamme...nun fà o strunz pure tu!
A. - Okkey. ... Allora. Se la ricorda la carta nautica?
M. - Sì, ma che ..
A. - Tenga a mmente..okke?
A. - Allora qui ci sta il Dc-9... è partito da Bologna ed è arrivato al Tirreno...giusto?
M. - Giusto.
A. - E quà subito ci stanno quei due poveretti che s'ammazzano a Ramstein...lanciano l'allarme automatico..eh..prima di atterrare.
M. - vabbuò...
A. - Corsica. Parecchi aerei francesi..forse un radar volante. A far che?
M. - Eh, l'esercitazione. Te la sei scordata?
A. - Ah, si...qui c'è la traccia di quello che gira e ..spara. Bum! E l'aero va in mare..
M. - Fai meno lo spiritoso!
A. - E questa la Saratoga...a Napoli...però sulla Sardegna ci sono un sacco di aerei...insomma tracce ce ne sono... e se non sono partiti dalla portaerei... ma siamo sicuri che era a Napoli..ok..era a Napoli!
A. - Qui in Sicilia c'è parecchio traffico..specie a Sigonella...l'Awacs...ma c'era l'esercitazione..normale.
M. - Si, lo so..fin quà c'ero arrivato.
A. - Porta pazienza...allora: Naldini, secondo le ricostruzioni..ma siamo sicuri? Schiaccia l'allarme...e dovrebbe partire un controllo..no? Invece niente. Si spengono tutti i radar e parte l'esercitazione. 'Na barzelletta!
M. - Avuò finnì? Rispetta almeno i morti.
A. - Appunto. dov'ero rimast...? si..uhm.., spengono i radar e la portaerei è senza copertura..no? allora almeno il suo funziona..c'è un allarme...comunque boh...
M. - Comme boh? Tutto qui? Guarda che 'ì legge anch'io 'e giurnali ogni tanto.
A. - No...veramente..'nata cosa... l'aero...quello libico..chiamiamolo...
M. - Chiamiamolo...eh.
A. - Mi sò chiesto: ma kiste..da dò kazz è arrivato..anzi partito?..perchè se portava a Gheddafi dalla Yugoslavia...sarebbe passato da Otranto no?..sarà pazzo..ma mica scemo il Colonnello!..Invece poteva portare documenti...o armi...'na bomba atomica... gliela danno i francesi...ma perchè si fa tutta la Liguria e il Tirreno che lo vedono pure i ciechi...io lo facevo appoggiare dalla Clemanceau...al largo ovest della Corsica e usavo un buco radar per passare al largo della Sardegna...
M. - E allora?
A. - E allora rimane la domanda: da dove è partito?...
M. - E secondo te?
A. - Secondo me...ehm...insomma... non so mica sicuro che fosse proprio libico.. .ke poi faceva avanti e indietro sul Tirreno?...dai..però se era...potrebbe..che sia partito da Verona, o da Piacenza.
M. - Ma che sì sceeeme?
A. - Ah, io nun saccie niente...è solo n'ipotesi.
M. - Eh..epperò..mica scema...però... se fosse..nun se capirà mai 'nu cazz'!...E tu nu sai niente, mi raccomando.
(Ovviamente il dialogo che avete letto non è mai avvenuto)
Si lo so che fare satira su una tragedia del genere è quasi osceno, ma a volte aiuta a pensare.
Per il resto prendo a prestito un pezzo che di recente ha scritto Massimo Del Papa.
FATTI NON FOSTE
Ustica finisce come piazza Fontana: nessuno uccise, nessuno mentì, ma i morti ci sono. E restano inspiegabili. La Cassazione chiude la partita nel solito modo, chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato e i sospettati, in questo caso l'Aeronautica, si permettono anche d'irridere chi resta a piangere di frustrazione e di rabbia, dopo avere contato tutte le lacrime del dolore: giustizia è fatta! Siamo dei perseguitati, siamo noi i veri martiri, dovrebbero darci quel risarcimento che i parenti delle vittime non potranno mai avere. Ma i parenti delle vittime non volevano soldi, chiedevano verità e una giustizia diversa. Mentre si fa un gran discutere sull'abolizione del segreto di Stato, la magistratura che applica le leggi del Potere chiude in un sudario di ingiustizia una vicenda che di segreti, scabrosi segreti, irriferibili segreti, inverosimili segreti è costellata, come gli altri del cielo che sono gli unici ad avere visto, a sapere come e perchè in ottantuno sono morti mentre parlavano, speravano, si sorridevano, stringevano una bambola.
Non potrà mai dirsi civile un Paese che nega giustizia alle sue vittime e lascia che vengano uccise ancora dopo morte; ma la Cassazione ha tolto ogni futuro a un presente esploso in coriandoli di carne precipitati in mare, i cui fantasmi, come nel canto di Ulisse, potranno dire: “Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso”.
Massimodelpapa
2 Anni di Blog!
WOW....siamo già qui?
288 post, 24800 visite, 3300 commenti
27 amici che hanno aggiunto il blog ai loro preferiti.
Grazie! Grazie! Grazie!....a tutti voi.
Post consuntivi? Bilanci? Riflessioni? Frasi storiche?...
Macchè...è un'avventura che continua. Le epigrafi saranno per un'altra volta.
Ho ancora voglia di esplorare i limiti delle mie possibilità espressive e comunicative.

"Aldebaran" comes from the Arabic name Al Dabaran which means "The Follower". The origin of the name is apparently that the star, which is the brightest member of the Hyades, follows after the Pleiades as the sky appears to turn.
Aldebaran is also known by the Latin name Cor Tauri, meaning "The Heart of the Bull" and by the Latin name Parilicium, a name connected with a festival for a rural goddess.
"In 1972 NASA "sent out an invitation for extraterrestrials to visit Earth.
A map showing the location of Earth was attached to the Pioneer 10 spacecraft",
sent towards the star Aldebaran. Aldebaran is about 68 light years away and it will take
Pioneer over 2 million years to reach it.
Ho (ri)scoperto Tenco a 15 anni, il bambino ricordava la sigla del Maigret televisivo, il ragazzo rifletteva la sua introspezione e i suoi ideali irriducibili in quel volto triste e intenso, in una delle più belle voci della canzone italiana. Pazienza se gli amici lo ritenevano triste e fuori moda. E poi quel suicidio che lo rendeva ancora più incomprensibile a chi stava entrando nella vita. Ma fu proprio la sua disperata generosità a renderlo un amico.
Fu uno scambio, io le passai i dischi di Tenco, Letizia mi fece amare De Andrè. L'introvabile -oggi, non allora- “Nuvole barocche”, e poi “La Buona Novella”. Amore e musica.
Paolo è uno di quegli amici che restano poco con te ma non li dimentichi, sapeva cantare e suonare. Quel pomeriggio saltavamo da un pulman di turisti all'altro sulla costiera: lui front-man e noialtri dietro, chitarre e qualche strumento di fortuna..repertorio italiano. Ma era il canzoniere di Faber a suscitare il massimo apprezzamento. “Il gorilla” l'interpretazione migliore. Ci riempimmo le tasche di mance e, tra le risate, le canzoni si fissarono da qualche parte e non andarono più via.
Fu Giovanna, non è stata la migliore come per DeGregori, solo un'amica del mio fratellino, a introdurmi a Gaber. Patrimonio familiare la sua raccolta di dischi. Da lei ascoltavo di tutto. Mi fa “E Gaber?” Su due piedi risposi una mezza stupidaggine per nascondere l'imbarazzo di una certa ignoranza. “Non so...sai lo trovo poco musicale,...troppo politico”. “Ma che sei scemo? Prova ad ascoltare!”.
Che poi ora di Giorgio Gaber mi piacciono soprattutto le canzoni più politiche. “Io se fossi Dio” ad esempio. Vabbè.
La cosa strana è che Gaber e De Andrè erano apprezzati anche a chi non era schierato a sinistra. Già allora, ... lasciamo perdere le mogli. No, è che nelle canzoni dei due è presente una spiccata caratterizzazione anarchica, una licenza per artisti censori dei nostri vizi piccolo borghesi; in fondo un peccatuccio veniale se non fosse che assecondava quella assoluta mancanza di considerazione per l'ordine e lo Stato di tutti gli italiani. D'accordo, qui non si parla di politica.
Piero Ciampi. Ironico, sarcastico istrione. Pieno di vita, entusiasta...Disperato perdente, pessimo giocatore, ubriacone, amante fallito. Fondamentalmente un disadattato.Aveva - come nel titolo di una canzone -tutte le carte in regola per essere un grande e invece è quasi dimenticato. É raro avere l'occasione di ascoltarlo - mica lo passano alla radio! - e non sono pochi quelli che non lo conoscono affatto. Farete fatica anche a trovare una biografia decente e dei siti dedicati a lui. Si, ma credo che se ne sbatta, le partite preferiva vincerle da vivo. E allora vi lascio una sua cosa...era nel retro di copertina di un disco che ripercorreva una storia d'amore dall'innamoramento alla separazione. La sua.
(tanto non penso che gli altri se ne abbiano poi tanto).
Io e te.
Emigrare per sempre
in Norvegia
prendere una barca
farci trascinare
nel gorgo di Maelstrom
scendere scalini
di acqua che suona
raggiungere
l'ultimo suolo.
O, qui,
io da una parte
tu dall'altra
ciechi cercarci
in un labirinto
tessere
giorno e notte
la nostra sottile dolorosa
ragnatela.
La cosa divertente è che volevo scrivere un post sull'eliminazione dei libri non più richiesti dai frequentatori, dagli scaffali delle biblioteche americane. ( Che nomi poi: Hemingway? Dickinson?
). Niente sorrisi beffardi sull'America: si paventa che presto lo faranno anche le nostre biblioteche. Non nego che a leggere certe notizie un sottile e inquietante brivido l'ho provato. Certo ora ci sono i supporti digitali ma la distruzione di un libro suscita ancora terribili spettri. Ma che saprei dire, io, meglio di altri Giganti che hanno affrontato l'argomento?
Solo una domanda, allora: ma una biblioteca non dovrebbe contenere almeno i libri che hanno formato la cultura delle generazioni umane che, prendendo a prestito l'espressione di H. Bloom, definiremmo un "Canone" allargato?...Vi lascio con le citazioni di cui parlavo. Dovreste ben conoscerle ma fa bene un ripasso...
Buone Letture.
"... La Biblioteca esiste ab aeterno. Di questa verità il cui corollario immediato è l'eternità futura del mondo, nessuna mente ragionevole può dubitare. L'uomo, questo imperfetto bibliotecario, può essere opera del caso o di demiurghi malevoli; l'universo, con la sua elegante dotazione di scaffali, di tomi enigmatici, di infaticabili scale per il viaggiatore e di latrine per il bibliotecario seduto, non può essere che l'opera di un dio.
...Altri, per contro, credettero che l'importante fosse di sbarazzarsi delle opere inutili. Invadevano gli esagoni, esibivano credenziali non sempre false, sfogliavano stizzosamente un volume e condannavano scaffali interi: al loro furore igienico, ascetico, si deve l'insensata distruzione di milioni di libri. Il loro nome è esecrato, ma chi si dispera per i "tesori" che la frenesia di coloro distrusse, trascura due fatti evidenti. Primo: la Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d'origine umana risulta infinitesima. Secondo: ogni esemplare è unico, insostituibile, ma (poiché la Biblioteca è totale) restano sempre varie centinaie di migliaia di facsimili imperfetti, cioè di opere che non differiscono che per una lettera o per una virgola. Contrariamente all'opinione generale, credo dunque che le conseguenze delle depredazioni commesse dai Purificatori siano state esagerate a causa dell'orrore che quei fanatici ispirarono. ..."
Jorge Luis Borges, "La Biblioteca di Babele"
"... Tutto quello che vogliamo fare è conservare intatta, al sicuro, la cultura che pensiamo ci occorrerà. Non abbiamo nessuna intenzione, per il momento, di incitare o infuriare chicchessia. Perchè se saremo uccisi, la cultura sarà distrutta forse definitivamente. Noi siamo cittadini modello, nel nostro modo speciale; percorriamo gli antichi binari, dormiamo la notte sulle colline e la popolazione delle città ci lascia vivere. Ogni tanto, siamo fermati e frugati, ma non abbiamo nulla sulle nostre persone che possa incriminarci. La nostra organizzazione è flessibile, molto elastica e articolata; alcuni di noi hanno subito interventi di chirurgia plastica sul volto e i polpastrelli. Ora abbiamo un compito orribile a cui attendere: aspettare che la guerra cominci ad essere combattuta e con la stessa rapidità giunga alla sua consumazione. Non è piacevole, ma d'altra parte noi non siamo il Governo, noi siamo la minoranza degli strambi che gridano nel deserto. Quando la guerra sarà finita, forse potremo essere di qualche utilità al mondo.
- Credi davvero che allora il mondo ascolterà?
- Se non ascolterà, dovremo semplicemente aspettare ancora. Trasmetteremo i libri ai nostri figli, oralmente, e lasceremo ai nostri figli il compito di fare altrettanto con i loro discendenti. Naturalmente, molte cose andranno perdute, con questo sistema. Ma non puoi obbligare la gente ad ascoltare, se non vuole. Dovrà tuttavia venire a noi, a suo tempo, chiedendosi che cosa esattamente sia accaduto e perchè il mondo sia scoppiato in aria sotto il suo Governo. Non può durare così. ..."
Ray Bradbury "Fahrenheit 451"
God and me
"Mi descrivo come un pellegrino sconcertato. Non escludo la possibilità di un Essere Supremo, però rispetto ad ogni concetto di Dio che ho incontrato finora, sono ateo. A mio modo di vedere la cruda realtà del male depone pesantemente contro l'esistenza di una Divinità onnipotente benevola. Potrebbe esistere un altro tipo di divinità, una Divinità dualistica, con un lato oscuro, ma io spero di no. Abbiamo già abbastanza guai. Io credo nell'Universo. Credo nel mistero ma non nel misterioso. Credo nella verità provvisoria sulla natura che la scienza ci ha svelato. Però non mi sono mai imbattuto in un unico frammento di verità rivelata che, a mio giudizio, godesse del privilegio di essere corretto".
James Morrow, scrittore
E' una definizione che riflette in maniera perfetta il mio pensiero di fronte alla divinità...per cui la riporto come viatico per l'anno che comincia.
A proposito finito coi festeggiamenti (A*U*G*U*R*I ancora a tutti)...e di mangiare troppo
e soprattutto; siete tornati?